venerdì 20 ottobre 2017

Recensione trilogia "The winner's curse" di Marie Rutkoski

Ciao a tutti! <3
Come state? Spero davvero bene *^*.
Dopo non so quanto silenzio stampa, eccomi finalmente che torno con un nuovo post, una nuova recensione (e stavolta, potete stare tranquilla, è più che positiva ;))! Mi rincuora il fatto che, nonostante le mille millanta cose da fare per l'università, riesca a leggere almeno un pochino al giorno ;). Comunque, spero vivamente che il post di oggi vi piaccia. Buona lettura! <3


Titolo(i):
#1 The winner's curse
#2 The winner's crime
#3 The winner's kiss
Autore: Marie Rutkoski
Editore: Bloomsbury
Periodo di pubblicazione: 2014 - 2016
Prezzo(i): £7,99 (a libro)
Genere: Young adult, fantasy

Trama: (tradotta da me dall'inglese) Essendo la figlia di un generale in un vasto impero che non ha rivali in guerra e che riduce in schiavitù coloro che conquista, la diciassettenne Kestrel ha due scelte: può far parte dell'esercito o sposarsi. Però Kestrel ha tutt'altre intenzioni.
Un giorno, si sorprende nel trovare uno spirito affine al suo in uno schiavo che sta per essere venduto all'asta. Gli occhi di Arin sembrano definire tutto e tutti. Seguendo il suo istinto, Kestrel lo compra - con conseguenze del tutto inaspettate. Non passa molto prima che lei si ritrovi a dover nascondere l'amore crescente che prova per Arin.
Anche lui, tuttavia, ha un segreto, e Kestrel impara presto che il prezzo che ha pagato per un suo simile è molto più alto di quanto avesse mai immaginato.

Recensione: Bene. Bene. Bene. BENISSIMO. Da dove comincio? In tutta onestà, non ne ho la più pallida idea o.O (e non sto scherzando, per niente).
Perché, andiamo, come si può pretende che la sottoscritta riesca a parlare in modo serio di una storia che mi ha fatta sclerare, ammattire, sospirare, arrabbiare, piagnucolare come una scema? Come si può chiedermi una cosa simile? Non si può, ecco tutto u.u
Sono rimasta incollata alla storia dalla prima all'ultima pagina. Giuro che non riuscivo a staccarmene (a parte quando ho avuto quel breve blocco del lettore a inizio settembre -.-"). Volevo sempre sapere come il tutto sarebbe andato avanti, come si sarebbero svolti gli eventi, che cosa avrebbero fatto i personaggi (E SOPRATTUTTO, COME SI SAREBBERO SENTITI!), come le varie fila avrebbero raggiunto la loro fine.
Questo, credo, principalmente per lo stile: molto fluido, semplice, capace di tenere gli occhi sulle pagine in modo strabiliante (l'ho letta in inglese, e posso dirvi che, per il livello della lingua, potete stare tranquilli: livello medio ;)). Dico lo stile perché va dritto al punto. Per quanto riguarda il cosa racconta... Dipende dai momenti.
La trama, alla fine, si incentra su ciò che Arin e Kestrel fanno pur di stare insieme: due contro tutto il mondo (letteralmente). Un mondo, a mio parere, originale e ben costruito, con un buon background e una buona tessitura di intrecci, di legami tra un personaggio e l'altro e una parte del regno e l'altra. Comunque, dicevo: il tutto si incentra sulla storia d'amore, e le parti che riguardano questo punto sono una chicca *^*; ciò che invece riguarda le parti più d'azione, beh... a mio parere, lascia un pochino a desiderare, più che altro perché non si sente moltissimo la suspance del momento.
Altra cosa che ho amato, sebbene con i loro alti e bassi, sono stati Kestrel e Arin. Diversissimi eppure, allo stesso tempo, a volte anche simili tra loro, soprattutto per le motivazioni che li portano a compiere determinate azioni, a fare determinate scelte. Sono due facce della stessa medaglia, che si completano a vicenda: dove manca una, l'altro compensa sempre per entrambi. E questa è una cosa asjbfasjbffkfndsjcbfzhjcbnzdxnaz bellissima *^*. Il loro rapporto, il come si cerchino e si allontanino allo stesso tempo, il loro ardere per l'altro in ogni modo possibile, la loro speranza che l'altro sia sempre al sicuro: tutto è ajbkjdbck molto bello per la sottoscritta (non si era capito Leti, sai? *la blogger si scusa per i suoi sproloqui*). Ho amato come, libro dopo libro, l'introspezione che l'autrice fa di entrambi aumenta di intensità, facendoli così scoprire al lettore poco a poco, rendendoli in qualche modo sempre più tangibili e sempre più concreti. Kestrel + Arin = *blogger piange e sclera malissimo per la coppia che è akjdbfbfsj*
Entrambi sono forti di carattere, testardi (anzi, caparbi forse è la parola che puo può descriverli); alla fine sempre fedeli ai valori con cui sono cresciuti, a loro stessi e a ciò che provano. Due spiriti liberi che male accettano di restare chiusi in un qualsiasi tipo di gabbia. (Altri) Due bambini della mamma *^*.
La cosa che mi ha lasciata un pochino a desiderare, ma solo di pochissimo, è stata il fatto che, durante la lettura, non ho notato bene il passo che ha portato i due personaggi ad amarsi come si amano. Mi spiego meglio: nel primo libro tutto è una nuvola, poco chiaro e molto confuso tra loro due (o almeno, loro due credono che sia così) e le cose finiscono con un grande punto di domanda su ciò che provano l'uno per l'altra e su quanto questo sentimento sia profondo. Nel libro successivo, questi due amori di mamma si amano alla follia e combinano danni (e pure tanti, come se non bastassero gli altri guai che li accerchiano). Io mi chiedo: cara Rutkoski, dove cappero hai messo il pulsante che ha fatto muovere le cose tra Kestrel e Arin? Dov'è la svolta dei loro sentimenti? Giuro, non sono riuscita a vederla :/.
Per il resto, non ho da dire niente in contrario, anzi. Sono rimasta letteralmente entusiasta di tutta la storia (secondo libro è stato quello più difficile da digerire, forse proprio perché era quello di mezzo), di ogni sua più piccola parte, di come si siano svolti gli eventi, della piega che hanno preso le cose. Sono davvero soddisfatta di questa lettura (cosa che, effettivamente, non mi capitava da un po' di tempo ;)).
Anche perché i temi che sono toccati mi sono piaciuti moltissimo e, soprattutto, mi è piaciuto il fatto che l'autrice li abbia scoperti lentamente, a poco a poco, rendendoli via via sempre più profondi. In particolare, mi è piaciuto come la Rutkoski abbia messo in evidenza quanto sia difficile per Kestrel e Arin accettare se stessi, accettare le sconfitte, piegarsi al volere della vita (o degli dei, nel loro mondo); quanto entrambi bramino la libertà, ricercandola in ogni modo possibile; quanto sia difficile lottare per chi si ama se non si ha alcuna certezza dell'esito delle proprie azioni. Kestrel e Arin, infatti, vivono in costante incertezza. Ma il il coraggio che dimostrano nell'affrontarla è un ottimo esempio che, secondo me, può aiutare chiunque a prendere in mano le redini della propria vita.
Davvero un'ottima lettura, non c'è che dire *^*.

Voto:

Con questo, oggi vi saluto qui ;). Spero che la recensione vi abbia incuriosito almeno un pochino, se non avete ancora letto questa trilogia. Se invece lo avete fatto, che cosa ne avete pensato? Fatemi sapere sotto nei commenti, ci conto!
Ci sentiamo presto ;).
Un bacione, Letizia <3

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