mercoledì 5 febbraio 2020

Recensione libro "More than we can tell" di Brigid Kemmerer

Ciao a tutti! <3
Oggi torno sul blog con una nuova recensione *^*. Sono una bambina felice non solo per la recensione ma anche, e soprattutto, per il libro di cui vi parlerò. Quindi bando alle ciance e buona lettura a tutti voi! <3
Info di servizio: il libro si trova in lingua inglese e il livello non è particolarmente complesso.


Titolo: More than we can tell
Autore: Brigid Kemmerer
Editore: Bloomsbury
Data di pubblicazione: 6 marzo 2018
Pagine: 410
Prezzo: $9,99
Genere: Young Adult, formazione, romantico, drammatico

Trama: (tradotta da me) Con genitori adottivi amorevoli al suo fianco, Rev Fletcher è riuscito a tenere a bada i demoni del suo passato... Fino a che non riceve una lettere dal padre abusivo e i traumi dell'infanzia tornano a farsi sentire.
I genitori di Emma Blue litigano in continuazione, e la sua sola via di fuga è il gioco online che ha costruito dal nulla, da sola. Quando però le pesanti molestie di un giocatore online aumentano, non solo Emma comincia a perdere la fiducia in se stessa ma anche a preoccuparsi per la propria sicurezza.
Quando Rev ed Emma si incontrano, entrambi desiderano soltanto sollevare il peso dei loro segreti. Entrami si connettono subito e in modo estremamente profondo, promettendosi di aiutarsi a vicenda a qualunque costo. Ma presto i loro segreti minacciano di schiacciarli, e i due ragazzi avranno bisogno di molto più di una semplice promessa per uscire dal tunnel.

Recensione: Companion novel di Letters to the lost (sempre della stessa autrice, di cui trovate la recensione che ho postato sul blog QUI), More than we can tell riprende un personaggio secondario del primo libro della duologia, Rev Fletcher, e ne fa il protagonista di una storia che... WOW. Per tanti, tantissimi aspetti *^*. Ma andiamo con ordine u.u.
Mi sono approcciata alla storia senza aspettarmi molto, principalmente perché il primo libro della duologia mi aveva un pochino delusa sotto alcuni aspetti e avevo paura di ritrovare quelle mancanze anche nel secondo volume. Grazie al cielo, le mancanze del primo volume sono state appianate dal secondo. E io mi sento una bambina felice.
A partire dalla crescita dei personaggi e dalla loro introspezione: tutto più curato, più attento e delicato. Un'analisi, una descrizione del mondo interiore dei due personaggi che riesce a dare a lettore un quadro molto più completo della vicenda, facendo capire cosa porti i due ragazzi a fare determinate scelte e ad affrontare determinate conseguenze.
La storia di More than we can tell segue la stessa linea di Letters to the lost per quanto riguarda la trama: una storia di crescita dei protagonisti (entrambe le storie sono narrate in prima persona alternando i punti di vista), di cambiamento, di rapporti con i genitori e con gli altri, di passi che portano a superare ostacoli, impedendo a traumi di affliggere la quotidianità di entrambi. Una storia semplice che però porta molto a riflette, a mettere in discussione un po' di argomenti e modi di vedere e di pensare il mondo intorno a noi (per lo meno, a me è successo così durante la lettura).
Sopratutto grazie a cosa, tramite i punti di vista di Rev ed Emma, l'autrice riesca a mettere in luce, con uno stile semplice ed estremamente fluido.
Grazie a Emma, abbiamo un'analisi di un rapporto tra genitori e figli dove la comunicazione manca, dove né i genitori tra loro né i genitori con i figli e viceversa riescono a venirsi incontro, a trovarsi a metà strada per comprendersi, aiutarsi, comunicare. A questo, si aggiunge il come Emma si approcci alla realtà virtuale (giochi online in particolar modo): nonostante i giochi online siano per Emma una via di fuga, sono anche un mezzo che l'autrice usa per far comprendere cosa una ragazza, online, si ritrova a dover affrontare per il suo essere donna, bersaglio di attenzioni e commenti tutto meno che rispettose, tutto meno che pacate o tranquille.
Dalla storia di Rev, beh... Credo che tra le due, sia quella con più sfaccettature, con più dettagli e più spunti da usare per riflettere. La sua situazione è già accennata in Letters to the lost; in questo secondo volume è sviscerata, ampliata, arricchita di dettagli e tante altre piccole cose che la portano agli occhi del lettore senza veli, mezzi termini, con una delicatezza che rende il tutto ancora più toccante e disarmante. La famiglia di Rev è, al contrario di quella di Emma, una realtà dove la comunicazione, la sincerità, il venirsi incontro, sono la base del rapporto delle persone che la compongono. Un luogo sicuro, di accettazione e serenità, lontano dall'universo malsano, brutale, che ha caratterizzato l'infanzia di Rev, segnandolo a lungo a causa del tipo di abuso subito, lontano da una figura che avrebbe dovuto proteggerlo, crescerlo, invece di distruggerlo pezzo dopo pezzo.
Penso che, rispetto al primo volume, questo secondo libro mi abbia toccata molto di più per le tematiche che tratta e, soprattutto, per come esse sono trattate. E per come tutto si intreccia con i vari elementi della storia, la crescita di Emma e Rev in particolar modo.
Come penso abbiate intuito, si parla di famiglia, del rapporto genitori-figli in particolar modo, di come la comunicazione tra se stessi e le persone che ci circondano sia fondamentale per comprendersi e aiutarsi a vicenda a crescere, a capire meglio se stessi, a darsi sostegno a vicenda in ogni tipo di situazione. A questo, si aggiunge il tema dell'abuso, declinato in varie strade diverse, tramite storie diverse, e di come esso, anche nella forma più piccola, quasi a malapena percepibile, possa influire nella vita di una persona, arrivando a stravolgerne la quotidianità, a stravolgere la persona stessa che lo subisce. Un tema analizzato con delicatezza e attenzione, come il resto della storia, della crescita e del mondo interiore di Emma e Rev (il mio bambino; guai a chi lo tocca u.u), presentati nelle loro più piccole sfaccettature, mettendo in luce dettagli che, spesso, nella vita quotidiana di molte persone tendono a passare in secondo, terzo piano, a non ricevere il dovuto aiuto, ascolto, attenzione.
Una storia che mi ha preso il cuore, distruggendolo una pagina alla volta per rimetterlo poi pian piano in sesto e che, a mio parere, merita di essere letta, dalla prima all'ultima pagina, per tutto quello che la compone, per ciò che la vicenda ha da dire e mostrare, per i temi e il modo in cui essi sono affrontati.
 Consigliata? Direi proprio di sì ;).

Voto:

Detto questo, la sottoscritta vi saluta qui, sperando di avervi incuriosito almeno un po' :D.
Aspetto i vostri pareri e, nel frattempo, vi do appuntamento al prossimo post ;).
Un bacione, Letizia <3

4 commenti:

  1. Molto carino, però anche se non complesso 400 pagine in inglese mi stancano al solo pensiero :P
    Aspetterò che lo traducano! Bella recensione <3

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    1. Ciao bella!
      Mhhh, ammetto che per la traduzione in italiano non penso sarà una cosa facilmemte fattibile. Più che altro perché l'autrice è molto più famosa nell'universo italiano per altre opere di altro genere.
      Sarebbe bellissimo portassero tutta la duologia perché secondo me merita davvero tanto *^*.
      E per la lingua, non preoccuparti: scorre davvero molto bene!
      Grazie mille per essere passata un bacione! <3

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  2. Sembra un bel libro sai se uscirà anche in italiano?

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    1. Ciao bella!
      Ammetto di essere all'oscuro su possibili traduzioni, anche se per me sarebbe bellisimo perché la duologia in sé mi è piaciuta davvero tanto *^*.
      Penso però che in Italia sarà più facile, forse, vedere altre opere della stessa autrice, di tutt'altro genere.
      Grazie per essere passata, un bacione! <3

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