domenica 12 maggio 2019

Recensione duologia "Il sognatore" di Laini Taylor

Ciao a tutti! <3
Dopo settimane, torno a postare recensioni *^*. Sono molto felice, anche se i libri di cui vi parlerò oggi, per la sottoscritta, si sono rivelati alquanto ostici u.u. Detto questo, vi lascio alla recensione!
Vi aspetto nei commenti se vi va di condividere cosa pensate <3


Titolo(i):
#1 Il sognatore
#2 La musa degli incubi
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Periodo di pubblicazione: 2018 - 2019
Prezzo: €14,50 (#1); €15.00 (#2)
Genere: Fantasy

Trama: E' il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di  estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenta la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa città di Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dei, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.

Recensione: Ammetto che, quando ho iniziato a leggere questa storia, non avevo chissà quali aspettative, anzi. Quando si tratta di leggere, tendo a non farmene mai per due motivi: il primo è che quasi mai capisco totalmente dove andrà a parare la trama, il secondo è che non voglio farmi troppe illusioni per poi (magari) restare delusa dal libro.
Peccato che, nonostante l'assenza di aspettative, questa duologia mi abbia parecchio delusa. Su più fronti. Quindi vi consiglio di mettervi comodi e prendere cibo e bevande se avete intenzione di leggere questa recensione <3.
Detto questo, inizio dicendovi che i due volumi si pongono in profonda contrapposizione tra loro.
Per la trama, devo ammettere che sono rimasta molto delusa in linea generale per più motivi. Ho trovato Il sognatore estremamente lento, pieno di tanti (leggere: troppi) dettagli non necessari che non aiutavano per niente la narrazione ma che anzi la appesantivano e la rendevano alquanto ostica e poco intrigante; un primo volume in cui, a mio parere, non succede assolutamente niente di rivelante: ogni azione, ogni fatto, ogni possibile colpo di scena è messo sullo stesso piano di tutto il resto della storia, rendendo il tutto alquanto piatto. Cosa inversa succede ne La musa degli incubi, dove accadono tante cose tutte insieme senza un attimo di respiro e si sente la mancanza di quei dettagli che, invece, in questo caso avrebbero potuto rendere la narrazione più fluida e meno affannata (a livello di eventi, ho comunque preferito di gran lunga La musa degli incubi rispetto a Il sognatore).
Anche per lo stile dell'autrice i due volumi differiscono parecchio: mentre nel primo è uno stile particolarmente artificioso, pesante, che rende la lettura estremamente difficoltosa, nel secondo è molto più pulito, fluido e scorrevole, in perfetta armonia con il ritmo accelerato degli eventi.
Per quanto riguarda i personaggi, beh... Sono rimasta profondamente delusa. E vi spiego meglio perché: prima di iniziare la lettura dei due volumi, sono venuta a conoscenza del fatto che in questa duologia ci sono forti richiami all'altra trilogia dell'autrice, quella de La chimera di Praga; richiami ben visibili che rendono più chiare alcune cose che accadono e alcuni riferimenti fatti nel corso della storia de Il sognatore. Sapendo questo, automaticamente mi è venuto naturale comparare i personaggi de La chimera di Praga, che ho trovato davvero ben fatti e ben costruiti, con quelli de Il sognatore, che invece ho trovato estremamente piatti, caricature di cliché (che, se trovati in altre storie e posti su carta in altro modo, di solito mi piacciono davvero molto) a malapena abbozzate. Personaggi vuoti, che sembrano essere portatori di una sola caratteristica, che mancano di una personalità davvero ben definita. A questo si aggiunge un'introspezione deludente nel primo libro, che poi diventa quasi del tutto assente nel secondo.
L'unica cosa che si salva è il come l'autrice ha trattato il tema predominante nella duologia, l'odio tra gli esseri umani. Quell'odio radicato nell'identità di due fazioni in perenne conflitto, un sentimenti insanabile che, di rado, sembra essere destinato a essere sanato in qualche modo. La Taylor di questo tema presenta varie sfaccettature, ne descrive ampiamente le cause e le conseguenze, le versioni delle fazioni coinvolte, puntando soprattutto sul fatto che nessuna delle due fazioni, dei due gruppi coinvolti è del tutto nel torto o nella ragione. E' una riflessione profonda, intensa, a mio parere ben costruita e ben articolata nei due libri che compongono questa storia (e che, a mio parere, avrebbero potuto benissimo, con i dovuti tagli e accorgimenti, essere condensati in un unico volume).

Voto:

Con questo, la sottoscritta vi saluta qui :3.
Se avete letto questa trilogia, fatemi sapere cosa ne avete pensato, vi aspetto!
Un bacione e a presto, Letizia <3

2 commenti:

  1. Nonostante tutto l'hype attorno a questa duologia, devo ammettere che non mi ha mai attirato particolarmente. Sarà che non sono rimasta particolarmente entusiasta per La Chimera di Praga ... ma mai dire mai!😉

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    Risposte
    1. Ciao bella!
      Mi spiace molto per La chimera, a me ha dato tantissimo *^*.
      Però esatto, mai dire mai ;).
      Grazie per essere passata, un bacio!

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